{"id":60,"date":"2023-07-28T14:56:37","date_gmt":"2023-07-28T14:56:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blabbazoo.com\/?p=60"},"modified":"2023-07-28T15:56:12","modified_gmt":"2023-07-28T15:56:12","slug":"biasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/2023\/07\/28\/biasso\/","title":{"rendered":"Biasso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Biasso \u00e8 un amico. Ci conosciamo ormai da qualche anno e posso dire di averlo sempre apprezzato per il suo approccio alla vita, che \u00e8 in grado di trasporre perfettamente nel suo Rap. Questa intervista sarebbe dovuta uscire gi\u00e0 da qualche settimana, ma per colpa mia non \u00e8 accaduto. Quando abbiamo fatto l&#8217;intervista, infatti, Microdosing, il nuovo EP di Biasso in collaborazione con Tak, doveva ancora uscire. Quando leggerete, quindi, sappiate che Microdosing \u00e8 gi\u00e0 uscito su tutte le piattaforme. Buona lettura, buon viaggio!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Biasso, ribaltiamo un po\u2019 lo schema solito dell\u2019intervista che faccio qui su Blabbazoo, parlami di lavoro e delle tue prime esperienze.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo anni di studio, motoconsegne, e formazioni di ogni tipo l&#8217;anno scorso ho ricevuto la prima proposta di lavoro un po&#8217; pi\u00f9 concreta da parte della Fondazione Eni Enrico Mattei, in particolare dalla rivista Equilibri Magazine, dove ho fatto un tirocinio di sei mesi cimentandomi un po&#8217; in tutto, dalla correzione delle bozze al montaggio video,fino a realizzare qualche articolo e qualche intervista in maniera relativamente autonoma. Per la prima volta ho percepito uno stipendio che mi ha permesso di vivere bene per qualche mese ma l&#8217;esperienza si \u00e8 interrotta subito dopo il tirocinio perch\u00e8 mi stavo laureando in magistrale e per essere assunto in modo effettivo avrei dovuto terminare il percorso di studio, cosa che purtroppo con il doppio (triplo con la musica) impegno non sono stato in grado di fare parallelamente in quei mesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo si \u00e8 presentata l\u2019opportunit\u00e0 di fare un laboratorio rap con una Onlus romana di nome Meta (zona appio &#8211; latino, Municipio 7) dopo anni di piccole esperienze di volontariato nelle scuole in cui accompagnavo la mia amica Francesca Salmeri nel suo progetto F.Rap che univa rap e filosofia, una ragazza che ho conosciuto durante gli anni di Filosofia alla Sapienza, e che ha dato vita a questo percorso nel 2019 portando a parlare nelle scuole figure del panorama hip hop itlaliano, come Fritz Da Cat, Rancore e Claver Gold dalla spiccata attitudine autoriale. L&#8217;idea di fondo che condividevamo era quella di sfruttare la popolarit\u00e0 del rap presso i pischelli di qualsiasi situazione sociale per mostrargli pi\u00f9 aspetti e risorse possibili di questa cultura rispetto a quelli che possono trovare nel mainstream. Io venni coinvolto nell&#8217;aspetto pi\u00f9 creativo del progetto, in qualit\u00e0 di rapper &#8220;emergente&#8221; che fungeva un po&#8217; da tramite tra i ragazzi e questi rapper gi\u00e0 affermati e stimolavo i ragazzi a scrivere e in generale a esprimere la propria creativit\u00e0 attraverso il rap. Il laboratorio che ho gestito da solo quest&#8217;anno \u00e8 la naturale continuazione di quella storia. Si \u00e8 trattato di un workshop all&#8217;interno del centro di formazione giovanile Spazio Incontro Schol\u00e8 di Villa Lazzaroni in collaborazione con le scuole del quartiere: 8 incontri da due ore ciascuno finalizzati alla divulgazione della cultura hip hop, in particolare della musica rap, intesa come strumento di espressione emotiva e di condivisione, dove 5 ragazzi e ragazze dal background diversissimo fra loro si sono cimentati nei primi rudimenti di beatmaking ma soprattutto nella scrittura in versi sui quattro quarti con l&#8217;obiettivo di realizzare un pezzo interamente autoprodotto.<br>Questo lavoro essendo meno gravoso dal punto di vista del tempo mi ha permesso di conciliare un po&#8217; studio, musica e lavoro. A Settembre ne inizier\u00f2 un altro nello stesso contesto, questa volta da 15 incontri e a Novembre finalmente dovrei riuscire a laurearmi togliendomi da questo limbo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai fatto una bella esperienza anche come artista e parallelamente sei riuscito a ottenerne un compenso!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 uno scrittore che diceva che ci\u00f2 che tieni per te \u00e8 perso per sempre, quello che dai agli altri ti rimane o comuqnue sono dei semi che tu getti e in qualche modo vedi prendere vita.<br>Come tutti provo a lavorare e a costruire il &#8220;mio futuro&#8221; con tante virgolette perch\u00e8 da questo punto di vista mi riservo tantissimo tempo da mettere a disposizione degli altri, ma non per uno spiccato senso altruistico mio, ma per una necessit\u00e0, anche quella penso egoistica, di sapere di vivere meglio il Rap se lo condivido. Il laboratorio \u00e8 un&#8217;esperienza personale che non mi porta a migliorare il Rap, per\u00f2 ho a che fare con altre persone che magari sono alle prime armi e che hanno una spontaneit\u00e0 che mi ricorda l\u2019approccio che avevo anche io. In quelle situazioni sento che la mia passione si rinnova costantemente.<br>Vedendo ragazzi che provengono da contesti difficili, la gestione della conflittualit\u00e0 era la dimensione che pi\u00f9 mi interessava esplorare e su questo si \u00e8 basata gran parte del lavoro. Volevo capire come catalizzare zone d&#8217;ombra e violenza per trasformarle in &#8220;potenza&#8221;, una potenza che non nuoce agli altri o a te stesso, ma che \u00e8 generatrice di vita oltre a se stessi. Ritengo il Rap l&#8217;unico genere musicale, dopo il metal, il punk e il rock in generale, che riesce a non negare, a non sublimare la violenza, per accollarsela su di s\u00e9 facendosi filtro di questa violenza e rendendola energia trasformativa per chi lo fa e lo ascolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che ragazzi partecipavano, come si \u00e8 svolto il laboratorio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ragazzi avevano dai 16 ai 18 anni e provenivano da contesti culturali, etnici e sociali molto diversi fra loro. La maggior parte di loro aveva una mentalit\u00e0 gi\u00e0 molto proiettata verso la dimensione del lavoro e molto pi\u00f9 disincantata rispetto ad un loro coetaneo borghese, spesso con delle situazioni famigliari difficili Tra di loro c\u2019era chi gi\u00e0 andava a fare l&#8217;elettricista, chi gi\u00e0 lavorava come meccanico e anche delle situazioni familiari difficili. Anche solo stare l\u00ec, a volte senza sapere bene da dove cominciare seguendo il flusso e l&#8217;improvvisazione collettiva \u00e8 stato bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ti dicevo il progetto \u00e8 stato suddiviso in otto incontri. I primi 2 sono stati dedicati a una introduzione storica e culturale sul rap: come \u00e8 nato e quali erano le condizioni storico-sociali che l&#8217;hanno portato a nascere. Nel terzo abbiamo iniziato a provare il microfono e ho chiesto a ciascuno dei ragazzi di rapparmi su una base a loro scelta un loro pezzo o quello di un artista che gli piaceva. Abbiamo ascoltato e sperimentato vari tipi di flow e vari tipi di approcci al beat partendo da pezzi che ci piacevano.<br>Da l\u00ec sono state comprese le caratteristiche specifiche di ogni partecipante. Abbiamo deidicato del tempo allo stare sul microfono e allo stare sul beat, per poi iniziare a ragionare su qualcosa di nostro. La base \u00e8 stata creata da noi con una Maschine MK3, in maniera molto intuitiva. Una ragazza di nome Rebecca ha poi suonato le tastiere e un ragazzo, Patrick, ha completato le percussioni con un cajon suonato da lui.<br>Negli ultimi tre o quattro incontri ci siamo concentrati sulla creazione di un testo. L\u2019idea iniziale era quella di arrivare ad un semplice input, partendo da un brainstorming comune, come se fossimo veramente un gruppo. Chiaramente i pezzi non nascono tutti cos\u00ec, anzi forse non esce quasi nessuno cos\u00ec, per\u00f2 abbiamo cercato di trovare un tema o un&#8217;emozione che in cui tutti potevamo riconoscerci.<br>Quindi siamo partiti dalle emozioni negative raccontandoci la cosa che pi\u00f9 rispettavamente ci metteva pi\u00f9 paura, e da l\u00ec ci siamo mossi per costruire questa specie di mostro comune che poi \u00e8 stato caratterizzato dalla figura del fumo. A partire da questo mostro abbiamo costruito tutto il pezzo con frasi costruite da ogni partecipante. Una parola iniziale introdotta da uno dei ragazzi poteva costutuire l\u2019inizio della barra e la rima magari veniva chiusa da un altro. Una delle ragazze, Rebecca, scriveva in maniera molto poetica e il ritornello l&#8217;abbiamo ricavato quasi esclusivamente da una sua poesia.<br>Il pezzo finale si chiama \u201cParlare di te\u201d e nel ritornello abbiamo pensato all&#8217;immagine della Luna come ascoltatrice del nostro sfogo, intesa come una metafora del foglio bianco. Ci siamo immaginati di parlare a questa luna del mostro che ci attanaglia, che in realt\u00e0 \u00e8 anche l&#8217;altra faccia della medaglia di noi stessi. Il mostro \u00e8 anche il nostro amore, il nostro sogno, i nostri desideri che sono spesso le cose da cui siamo pi\u00f9 spaventati. Si pu\u00f2 andare dalla paura che si ha nel salire sul palco alla dichiarazione di un amore. Sono tutti mostri, come possono essere anche le svolte pi\u00f9 grandi della tua vita. A partire da questa ambiguit\u00e0 abbiamo costruito tutto il pezzo il cui soggetto \u00e8 l\u2019io collettivo del laboratorio che abbiamo deciso di chiamare i \u201cRappicanti\u201d. Il nome \u00e8 stato trovato da un ragazzo indiano che si chiama Patrick ed \u00e8 pensato come un sorta di unione tra la natura e la citt\u00e0. Il pezzo l&#8217;ho registrato e cantato io per mera mancanza di tempo. Otto incontri, anche se avessimo iniziato a scrivere dal primo incontro, sono effettivamente pochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E quando invece rifletti sui tuoi progetti personali nel Rap, cosa ne esce fuori?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tanto tempo ho utilizzato il rap come una dimensione di sfogo e riflessione individuali e non ho mai avuto la pretesa di uscire da nessuna parte. Negli ultimi 4 anni il rapporto \u00e8 cambiato e il mio progetto forse oggi \u00e8 pi\u00f9 reale nonostante i pochi numeri.<br>Ho la fortuna di suonare con persone che stimo tanto e che sono veramente amici come Tak (Francesco Sprovieri) e Dario Castelli dei Sinnerman dopo molte esperienze negative in studi a pagamento quando ero pi\u00f9 pischello.<br>Da l\u00ec in avanti mi sono giurato che avrei lavorato solo con gente che credeva in me veramente e vicerversa. E&#8217; successo tutto insieme prima incontrando te e Ale (Sandro P) nel 2018 e poi grazie alla convivenza con Dario che a sua volta mi ha presentato Tak.<br>Quando ci rifletto continuo a pensare che non mi interessa quasi nulla di dove vado, lo faccio come il primo giorno, solo quando ne ho bisogno e ho solo voglia che il rap continui a essere lo specchio pi\u00f9 trasparente dal quale possa guardarmi.<br>Se arrivo anche solo a un&#8217;altra persona che mi ascolta veramente per me \u00e8 gi\u00e0 una vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Avevi detto che sarebbe uscito il nuovo progetto con Tak, giusto (N.D.R. \u00e8 uscito il 13 luglio)?<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Tak abbiamo fatto un secondo album anche se mi piace dire che \u00e8 un EP perch\u00e8 \u00e8 composto di 11 tracce veramente corte giocate tutte sul concetto di Microdosing.<br>Questo progetto segue il mastodontico \u201cDio non parla mai in citt\u00e0\u201d, composto da dieci tracce dai tre ai cinque minuti molto serrate. \u201cDio non parla mai in citt\u00e0\u201d \u00e8 un album a cui siamo affezionati. Essendo stato un parto lungo due anni, quando ci siamo rimessi a lavoro ci siamo detti che si poteva fare qualcosa un po&#8217; pi\u00f9 di getto, scremando un p\u00f2 sia i suoni che i testi. Abbiamo capito tante scelte inessenziali a livello di suoni o di pause. Risentendolo a distanza di tempo c&#8217;\u00e8 una specie di horror vacui che permea tutto quel disco.<br>All&#8217;epoca (2019 quando abbiamo iniziato a scriverlo) ero in fissa con tutte una serie di tematiche, anche di carattere teologico. Magari sembra strano dirlo rispetto al Rap, soprattutto italiano, per\u00f2 in quel momento ero interessato a portare una specie di teologia negativa e infernale che rappresentasse il contesto urbano, in particolare romano, e per quello la scelta del titolo \u201cDio non parla mai in citt\u00e0\u201d, ispirata da un capitolo del Maestro e Margherita di Bulkakov, uno dei libri preferiti di chiunque l&#8217;abbia letto che parla appunto della figura di questo diavolo che arriva in citt\u00e0 e crea scompiglio.<br>Si tratta di un diavolo sui generis che in realt\u00e0 \u00e8 alleato del Dio pensato da Bulgakov; un diavolo a difesa dell&#8217;ordine divino (e quindi umano) contro la superbia umana del Partito Comunista che nel suo razionalizzare tutto, mira a negare ogni forma di spiritualit\u00e0.<br>Si tratta di un ritratto del panorama umano di quella societ\u00e0, ma non solo. Il razionalismo scientifico di quella societ\u00e0 \u00e8 lo stesso che in forme diverse viviamo anche oggi.<br>Partendo da questa mia esigenza, anche politica se vogliamo, nell&#8217;ingenuit\u00e0 dei miei 23-24 volevo fare con il rap quello che Bulgakov aveva provato a fare con la letteratura: liberare il linguaggio (almeno il mio) e l&#8217;immaginazione dal giogo del potere. Ed \u00e8 un&#8217;ingenuit\u00e0 che mantengo intatta nonostante le smentite della cosiddetta &#8220;realt\u00e0&#8221;.<br>Ci\u00f2 che interessa a me del rap \u00e8 sempre stata la capacit\u00e0 di picconare col linguaggio la propria realt\u00e0 per aprirla. Nel rap di oggi sento invece una forte legittimazione dello status quo e questo mi ha portato a una disaffezione nei confronti della scena soprattutto italiana.<br>Dopo questo album abbiamo deciso di concederci un p\u00f2 di sperimentazione. C\u2019era voglia di vedersi in studio e buttare gi\u00f9 nello stesso giorno un pezzo o un&#8217;idea di pezzo insieme, lavorando in maniera sincrona senza dividere la catena di montaggio.<br>In quel periodo sono nati molti testi in studio sia mentre lavoravo come Speedy. Mentre facevo le consegne scrivevo tantissimo nei tempi morti. Avendo sempre poco tempo erano tutti pezzi da un minuto o al massimo un minuto e mezzo. Erano testi che arrivavano pi\u00f9 al punto in meno tempo. Il nuovo disco \u00e8 nato un po&#8217; cos\u00ec.<br>Ci siamo detti con Tak \u201cPotremmo fare una sorta di EP a due facce: una di pezzi microdosati (quindi avevo pensato subito di estendere quel concetto a tutto l&#8217;album) e un&#8217;altra di sviluppo di quelle piccole idee con meno tracce ma pi\u00f9 organiche\u201d. Poi Microdosing ha preso il sopravvento e si \u00e8 concretizzato come progetto singolo.<br>Si tratta undici tracce e lo sentiamo come un EP perch\u00e8 sono tutte tracce piccole. Si basa tutto sull&#8217;essenzialit\u00e0 quindi non ci sono pezzi troppo a cazzeggio. Sono tutti belli deep o comunque con il mio tipo di immaginario, che non \u00e8 mai leggero. Sicuramente sono tracce pi\u00f9 fruibili e immediate, che giocano molto sulla disattenzione delle persone e sul formato dei 60 secondi dei Reel pur mantenendo quella sostanza e quella ciccia nei pezzi miei e di Tak. A livello di suono \u00e8 un album rude ma con aperture armoniche pi\u00f9 ariose e una semplicit\u00e0 di suoni maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tu come riesci a vederti nel futuro, come professionista nel settore musicale o qualcosa di diverso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quasi 30 anni ancora non ti so rispondere.<br>In questi anni ho tenuto aperte cos\u00ec tante porte che la confusione mi divora.<br>Per quanto riguarda la musica non so se ho pi\u00f9 paura di farcela o di non farcela. Mi sono preso cos\u00ec tanto tempo prima di avere un minimo di consapevolezza di quello che stavo facendo, che il Rap ha gi\u00e0 attraversato tante fasi della mia vita (scrivo da quando ho 16 anni e adesso ne ho 29). Si tratta di 13 anni in cui questa cosa ha avuto significati diversi, ma in realt\u00e0 il substrato \u00e8 sempre stato qualcosa di molto intimo.<br>Mi verrebbe da dire la solita banalit\u00e0 che il Rap ha un valore terapeutico, ma in realt\u00e0 forse non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 la solitudine nello scrivere a volte ti rende pi\u00f9 solitario e pi\u00f9 chiuso per certi versi. Sia che dovessi farne un lavoro, sia che non dovessi farcela, il rap rimarr\u00e0 sempre una necessit\u00e0 interna che cercher\u00f2 sempre di mettere in connessione ai contesti e alle persone che mi affascinano di pi\u00f9.<br>La dimensione di ogni cosa che faccio per me non \u00e8 mai totalmente individuale e la mia passione per questa cosa \u00e8 un po&#8217; la somma di tutti gli artisti che mi hanno fatto innamorare, dei libri che ho letto, dei dialoghi che mi sono segnato. Devo tutto quello che scrivo alle esperienze che ho fatto e alle persone che ho ammirato e quindi per me il rap \u00e8 solo un flusso ordinato di cose importanti da non scordare. Un album di tante fotografie della tua vita che per\u00f2 si sviluppano di continuo ma anche un continuo fare il punto del proprio stato emotivo.<br>Per quanto riguarda il cosiddetto &#8220;successo&#8221; penso che ci possano essere delle vie di mezzo: fare live e aumentare gradualmente il tuo bacino, avere uno spazio tuo che non \u00e8 privato ma a disposizione degli altri e da questo punto di vista prima ti dicevo della paura di farcela. \u00c8 ovvio che dirlo cos\u00ec, quando non sei nessuno, \u00e8 facile perch\u00e9 non hai la controprova e pu\u00f2 sembrare un discorso presuntuoso. Ma la dimensione della fama, il fare le \u201ccose in grande\u201d, vedendola da fuori mi terrorizza. Siamo abituati al binomio successo:fallimento quando tanta gente in realt\u00e0 \u00e8 realizzata in maniera magari pi\u00f9 modesta, ma pi\u00f9 reale. C&#8217;\u00e8 gente forte che suona in tutta Italia in centri piccoli e magari viene ricordata dalle persone di ogni paese o citt\u00e0 in cui va e questo per me \u00e8 gi\u00e0 &#8220;successo&#8221;. Un fenomeno del web come Young Signorino, finisce sulla bocca di tutta l&#8217;Italia per un anno e poi viene sputato dopo aver fatto 3 live in vita sua (e sto parlando di uno dei pi\u00f9 originali nel mainstream). Fare esperienze reali, girare, conoscere le persone e avere uno scambio, poi il resto \u00e8 tutto di guadagnato.<br>Non c\u2019\u00e8 una via facile, perch\u00e8 entrambe le dimensioni sono piene di scomodit\u00e0. L&#8217;outsider ha poco supporto, l&#8217;artista affermato ne ha anche troppo.<br>L&#8217;unica cosa che so \u00e8 che accanto a me ho bisogno di persone vere e dentro di me di privacy, oggi pi\u00f9 che mai. Non riesco davvero ad immaginare come fa un essere umano nel 2023 a gestire una cosa come la fama. Di sicuro avere un percorso solido alle spalle pu\u00f2 aiutare ad affrontare tutto con maggior consapevolezza ma bisogna avere una forza interiore straordinaria per non perdersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019esperienza ha senz\u2019altro un valore elevatissimo, portarla&nbsp; in giro trasmettendo i propri valori e ricevendo indietro dal confronto, apre scenari interessanti\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella \u00e8 la mia idea di Rap, un Rap che non sia fine a se stesso. A me interessa quello che questa musica veicola in termini di sentimenti, di valori, di messaggi e non \u00e8 mai qualcosa di stantio ma qualcosa che si evolve.<br>Allo stesso tempo \u00e8 importante riconnettersi con le origini delle cose. Arrivare a essere consapevoli del perch\u00e9 nasce una cosa, contribuire alla consapevolezza delle persone che vivono inscatolate sempre pi\u00f9 in un mondo a compartimenti stagni che semplifca tutto e in cui \u00e8 difficile rendersi conto delle relazioni tra le cose stesse.<br>Mi interessa partire dal Rap per arrivare a qualcosa che unisce di pi\u00f9 del Rap.<br>Sicuramente l&#8217;esperienza del laboratorio mi ha dato pi\u00f9 felicit\u00e0 e consapevolezza di qualsiasi altra che ho fatto. Anche rispetto al contest di \u201cIt\u2019s the Joint\u201d che avevo vinto nel 2020,e che \u00e8 stata l&#8217;emozione pi\u00f9 grande dal punto di vista prettamente personale, considerato che mi ha dato la possibilit\u00e0 di suonare con Danno, uno dei rapper a cui sono pi\u00f9 legato da quando ero piccolo.<br>In generale mi dispiacerebbe vivere una vita in cui penso solamente a produrre le mie rime e a darle a un produttore e a un discografico per farle uscire. Poi certo magari pi\u00f9 cresci pi\u00f9 hai la possibilit\u00e0 di arrivare a pi\u00f9 persone ma arrivare a un pubblico di massa pu\u00f2 comportare il perdere contatto con le persone che hai pi\u00f9 vicino e che sono pi\u00f9 importanti per te. Bisogna avere un minimo di contezza di tutte queste cose e di volta in volta dire dei s\u00ec e dei no in ogni ambito della vita. C&#8217;\u00e8 sempre un bilancio, un equilibrio da trovare tra le tue ambizioni personali che a volte ti portano anche fuori da te stesso, e i tuoi bisogni, le cose che ti fanno stare bene che a volte hai sotto il naso e sono le cose pi\u00f9 importanti. In un mondo in cui tutti chiediamo sempre pi\u00f9 attenzione e siamo sempre meno disposti a prestarla avere una vita a misura umana \u00e8 il mio unico obiettivo in questo momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che ci vuoi fare con i tuoi pensieri, con il tuo Rap? Vuoi farci la rivoluzione o altro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si possono gettare dei semi. Pensare di rovesciare il mondo \u00e8 un pensiero che per me provoca della violenza. Ogni tipo di rivoluzione, anche con i pi\u00f9 nobili fini, \u00e8 destinata a sopprimere una parte e se ogni rivoluzione \u00e8 naufragata o irrigidita in un nuovo status quo qualcosa vorr\u00e0 anche dire. Gli esseri umani sono pieni di manie di grandezza. Se non si riesce ad avere una visione che abbracci anche i vinti delle tue battaglie, allora sarai sempre un tiranno verso la realt\u00e0 di qualcun altro e questo rende vana ogni idea di giustizia. Non puoi rovesciare Instagram, non puoi rovesciare l&#8217;America, e nemmeno la Russia di Putin. Puoi fare per\u00f2 un lavoro su di te e sulle persone intorno a te e farti aiutare dagli altri. Ampliare la tua immaginazione e il tuo rapporto con la vita, arricchirlo e andare oltre all&#8217;evidenza che il mondo fa schifo. Che poi, se devo dirla tutta, forse \u00e8 un&#8217;illusione anche questa. Noi apparteniamo sempre comunque a qualcosa di pi\u00f9 grande che per qualche ragione ha voluto che finissimo in questo mondo, in questo tempo e a questo stadio evolutivo. Possiamo lavorare sodo solo sul nostro mondo. Per quanto riguarda il mondo in generale \u00e8 per me un concetto vuoto e fuorviante che porta le persone a vivere di fantasmi e frustrazioni ed \u00e8 proprio questo distacco da ci\u00f2 di cui siamo in potere che per me rende la gente di oggi cos\u00ec inerme e spettatrice.<br>Mi sono innamorato del rap proprio per questa capacit\u00e0 di connettere il singolo alla collettivit\u00e0 e di renderti protagonista del tuo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora che certamente sarete pi\u00f9 connessi con voi stessi, vi lascio i link per restare connessi anche con Biasso!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ascoltare Microdosing su Spotify<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/album\/213yAYyReAT2FLuVSMk5hj\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Biasso &amp; Tak &#8211; Microdosing -&gt;Spotify<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per seguire Biasso su Instagram<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/solo_biasso\/\">Biasso \u2013 Instagram<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per seguire Biasso &amp; Tak su Instagram<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/biasso_e_tak\/?hl=it\">Biasso &amp; Tak \u2013 Instagram<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biasso \u00e8 un amico. Ci conosciamo ormai da qualche anno e posso dire di averlo sempre apprezzato per il suo approccio alla vita, che \u00e8 in grado di trasporre perfettamente nel suo Rap. Questa intervista sarebbe dovuta uscire gi\u00e0 da qualche settimana, ma per colpa mia non \u00e8 accaduto. Quando abbiamo fatto l&#8217;intervista, infatti, Microdosing, il nuovo EP di Biasso in collaborazione con Tak, doveva ancora uscire. Quando leggerete, quindi, sappiate che Microdosing \u00e8 gi\u00e0 uscito su tutte le piattaforme. Buona lettura, buon viaggio! Biasso, ribaltiamo un po\u2019 lo schema solito dell\u2019intervista che faccio qui su Blabbazoo, parlami di lavoro e delle tue prime esperienze. Dopo anni di studio, motoconsegne, e formazioni di ogni tipo l&#8217;anno scorso ho ricevuto la prima proposta di lavoro un po&#8217; pi\u00f9 concreta da parte della Fondazione Eni Enrico Mattei, in particolare dalla rivista Equilibri Magazine, dove ho fatto un tirocinio di sei mesi cimentandomi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":64,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[23,6,24,4],"class_list":["post-60","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervista","tag-biasso","tag-hiphopitaliano","tag-intervistabiasso","tag-rapitaliano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":232,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60\/revisions\/232"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blabbazoo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}